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- per favore, cento lire, mi faccio un caffè...
A passo lento, curvo e claudicante, sempre vestito bene, ti incrocio spesso tra le strade del quartiere. Ad ogni ora del giorno e della sera fermi le persone che passano e tendi la mano. Non so se credi veramente nelle cento lire, o se veramente ti servono. Ma non importa, il tuo sguardo triste chiede solo di incrociare forse un altro sguardo, una mano o un suono, una voce. E passano i giorni e le ore, e i tuoi giri sempre uguali riempiono le tue giornate. E ora ascolto Sakamoto.

Un fine settimana scivolato via leggero, tra un vivaio e un autosalone, tra tiri di basket e pulizia di casa, tra un pò di Tv e il limoncello preparato con i limoni regalati dagli amici. Un weekend fatto di tante piccole cose.
Sul balcone il mio compito sono i lavori di fatica, spostare i vasi. Quest'anno il colore dominante sarà il rosso.
- Devo piantare i semini nei vasi...
- SI, ma oggi è brutto e fa freddo, aspetta domani, ci sarà sole pieno, lo dice il meteo
- No, devo guardare la luna.
A basket oramai devo impegnarmi sempre di più per battere baby branzino. A fatica sono riuscito a vincere 19-17 ai tiri liberi. Mi diverto comunque un sacco con baby, lui è proprio bravo e si gioca bene. Solo che a me oramai manca il fiato e dopo un pò vado in apnea.
Non mi piace fare bricolage domestico. Non ne sono capace. Evito questi lavori fin che posso, li rimando all'infinito. Mi piacciono però quei lavori semplici e metodici, dove ti immergi nelle azioni semplici e ripetitive come rifare i letti, pulire le finestre, stirare, spazzare per terra e togliere la polvere. Dove la testa smette di pensare e sei lì, immerso nel gesto. Anche baby branzino si è messo a posto la sua camera. Ha fatto ordine sopratutto nei giochi. Alcuni, li ha messi nelle borse; avranno come destinazione il mercatino dei bimbi, dove spera di raccogliere qualche soldino. Lo vedo bene come commerciante.
Ieri, mentre raccoglievo la polvere sui mobili pensavo a come anche nella vita, giorno dopo giorno senza che te ne accorgi, si deposita quella patina che rende tutto più opaco. E allora bisogna avere la voglia dentro di spazzarla via, farla tornare lucida e sorridente.
Ieri ci sono riuscito.

