giuba47 in Non dire gatto se no...
Seigradi in Non dire gatto se no...
Smillapiffi in Non dire gatto se no...
Smillapiffi in Non dire gatto se no...
Valeriangel85 in Non dire gatto se no...
Pimpra in Non dire gatto se no...
Dreamt in Non dire gatto se no...
pearl55 in Non dire gatto se no...
milano08 in Non dire gatto se no...
gretashocking in Non dire gatto se no...
ACQUAcristallina
Apepam
Artemisia1975
Astime
BluEle
CataniaAmoreMio
Cataplof
Ceciliaxls
cercacoccole
Chantilly
Charm
Chiara blog
Clindina
Daisi
GiardiniDiMaya
Giuba
gospelandmore
ilavi
isadee
Jame
Kat2002
Kittymol
Ladritta
ladybird80
mata63
MattinataBlu
Mella67
Mo1971
Momyone
monicamarghetti
Monocromatismo (DarkSylvia)
Occhigrigi
Passaggisegreti
Perlasmarrita
PezzidiVic
piggymiss
Qualquna
Romins
SemplicementeDonna
Sinforosa
Skappa
StruzzoNero
Sunlady
ventidiguerra
Ziacassie
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
visitato *loading* volte


Ci ho messo tutto l'impegno possibile, progettando da zero un intero sistema, la sua architettura. Ho dedicato energie mentali e fisiche dentro e fuori l'orario di servizio, ho cercato (nonostante i miei limiti di comunicazione) di essere disponibile al dialogo e alla collaborazione con tutti e con l'organizzazione, di essere propositivo nel trovare soluzioni valide ed efficaci, e non solo gestire in modo burocratico e asettico le attività. Quando si inizia un lavoro ognuno ha obiettivi sia professionali che individuali. Quelli professionali, legati alle conoscenze e alle capacità e alle cose realizzate li ritengo ampiamente raggiunti, anzi, credo siano sopra la media per quantità e qualità delle cose realizzate. Quelli individuali no. Guardando i risultati ottenuti, a livello personale penso di aver fallito, come ritrovarsi con il cosiddetto pugno di mosche. Senza un ruolo preciso, sempre in discussione, senza alcuna reale visibilità organizzativa in un ruolo che avrei potuto ricoprire e che mi aspettavo. Una sconfitta personale, che un po' mi lascia amarezza e abbassa l'autostima personale, senza guardare gli altri e fare confronti su chi ha avuto e chi non ha avuto.

Tra una rivista sui missionari e quattroruote potevo passarmi il pomeriggio intero. Ma il problema era proprio quello: non riuscire a leggere. La Patty mi aveva detto: mettiti il cuore in pace, non devi avere fretta, basta aspettare dalle 3 alle 4 ore. Mi è andata bene: a me son bastate due e mezzo. Studio ovattato e ogni sala (compresa quella medica) piena di televisori spaziali, parquet e ogni altro genere di conforto... o quasi... tranne l'arpia della cassa che incassava senza ricevuta facendo la finta tonta (chissà che assegno ho firmato, non ci vedevo praticamente nulla!).
La cura sta in un foglietto: adesso occhiali per leggere, fra un anno anche quelli per vedere lontano. Qualche piccolo e trascurabile problema di cataratta, retina e il resto tutto a posto.
Mi tocca andare dall'ottico a prendere gli occhiali con la promessa di vederci meglio. L'aspettativa è quella di poter davvero vedere meglio, vicino a lontano. Vicino, come e chi sono le persone accanto, i loro dettagli, sentire cosa pensano e vedere come sono realmente. E le persone lontane, cosa fanno, chi sono, che posto e che ruolo occupano nella mia vita. Ma non ci sono occhiali per questo; e io non ho mai avuto grande capacità di visione, navigo a vista e la mia ha sempre avuto un raggio corto. A mala pena riesco a vedere come sono io. Allora mi limito a osservare, spesso mi faccio fregare. Si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima, e per l'anima gli occhiali non servono. Ci vuole cuore e quello non lo si compra dall'ottico.
Fuori casa, ospitati dalla nonna, dopo un pò mi annoio; mi annoio maledettamente nonostante sia stato curato e riverito e le incombenze casalinghe praticamente nulla. Mi annoiano programmi TV di ordine zero, mi annoio da morire a fare discorsi nulli, aver visitato presepi e preso il sole sulla spiaggia. Divento insofferente a tutto e pure triste e scorbutico. Semplicemente è che mi annoio a non fare nulla, nonostante qualche lettura e tanta TV. Ho bisogno delle mie cose attorno, dei miei spazi altrimenti mi sento soffocare.
In questo periodo fuori casa salvo la sera di capodanno, passato tra/con amici semplici e uno stuolo di bambini festanti di tutte le fogge e dimensioni in una casa sperduta nell'entroterra ligure. A. con la sua calma assoluta, nulla la inquieta e la smuove, ti fa sentire a posto per ogni cosa che fai, vedere lei ti infonde tranquillità, tutto diventa naturale, non mi sento mai a disagio con lei. E' stato bello preparare tavola tra una partita di calciobalilla e il gameboy, chiacchierare del più e del meno davanti alla stufa accesa e ogni tanto da ravvivare con la legna, portare i cibi in tavola e poi lavare i piatti della cena di capodanno, tra persone semplici e bimbi gioiosi attorno. Uscire in giardino, nell'aria gelida, per accendere qualche fuoco e ammirare il cielo nero stellato e guardare le luci del paese lontano sulla collina.
Ma poi è bello tornare a casa, ritrovare il sano disordine delle riviste lasciate per terra, dei pacchettini e della carta lasciata lì, scansare i giochi di baby branzino sparsi in tutta la casa, riappropriarmi delle mie cose. E' bello ritrovare il proprio letto, rivedere il balcone e la strada deserta. Tornare a casa mi fa stare bene.