giuba47 in Non dire gatto se no...
Seigradi in Non dire gatto se no...
Smillapiffi in Non dire gatto se no...
Smillapiffi in Non dire gatto se no...
Valeriangel85 in Non dire gatto se no...
Pimpra in Non dire gatto se no...
Dreamt in Non dire gatto se no...
pearl55 in Non dire gatto se no...
milano08 in Non dire gatto se no...
gretashocking in Non dire gatto se no...
ACQUAcristallina
Apepam
Artemisia1975
Astime
BluEle
CataniaAmoreMio
Cataplof
Ceciliaxls
cercacoccole
Chantilly
Charm
Chiara blog
Clindina
Daisi
GiardiniDiMaya
Giuba
gospelandmore
ilavi
isadee
Jame
Kat2002
Kittymol
Ladritta
ladybird80
mata63
MattinataBlu
Mella67
Mo1971
Momyone
monicamarghetti
Monocromatismo (DarkSylvia)
Occhigrigi
Passaggisegreti
Perlasmarrita
PezzidiVic
piggymiss
Qualquna
Romins
SemplicementeDonna
Sinforosa
Skappa
StruzzoNero
Sunlady
ventidiguerra
Ziacassie
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
visitato *loading* volte

Un passeggiata a raccogliere foglie gialle e rosse, a respirare il verde del parco e assaporare la luce della sera. Tramonto di nuvole rosse nel cielo, spettacolare. Restano nel cuore e negli occhi i colori caldi autunnali. Tornare a casa leggeri e sereni.

[foto branzino]
Per la teoria degli atti mancati dovrebbe avere un senso preciso.
O forse è solo un gesto inconsulto, la mia mente che fa cilecca e non ricorda neppure quello che ha fatto un attimo prima.
Tra il parcheggio dell'auto e l'ufficio, attraversando i corridoi, ci sono due bollatrici. Alla prima tiro fuori di tasca il portafoglio, prendo il badge e faccio la bollatura di entrata. Da destra a sinistra, meccanicamente, un gesto veloce per sentire il bip di conferma. Rimetto tutto in tasca e faccio a piedi 100 metri, circa 20 secondi per arrivare alla seconda bollatrice. Tiro nuovamente fuori il badge e meccanicamente eseguo la bollatura. Questa volta bollatura in uscita.
Mi bastano 100 metri per dimenticare cosa ho fatto 20 secondi prima. E non solo, ma anche sbagliare il verso. Due errori in un gesto solo. Come atto mancato è un preciso segnale inconscio che forse non vorrei essere lì. Come testa invece credo sia irrimediabilmente in fase calante. Si rifiuta di fare anche solo piccoli sforzi come quelli di collegare eventi temporalmente vicini o perlomeno anche solo di ricordare.
Buon weekend a tutti.
Mi fa sempre un certo effetto ascoltarti. E' una stretta al cuore vederti male. L'aria è fresca, il sole va e viene. E il calore di questa mattina d'autunno ti basta appena per scaldarti sotto la giacca. Camminiamo sottobraccio a portare qualche fiore a tua sorella, che non c'è più. Quasi due anni. Il tuo passo è trascinato e sento il respiro affannoso, non ce la fai più. Ogni passo ti stanca, ad ogni piccolo sforzo devi riprendere fiato. E mi parli sempre delle stesse cose, delle analisi che hai fatto e di quelle che dovrai fare e di come sei stanca. E di come non ti ricordi più le mille cose che volevi dirmi. Io non so cosa dire, cammino accanto a Te e sorreggo.il tuo braccio. Dobbiamo arrivare davanti all'albero di betulle per posare a terra i fiori finti e il vaso di crisantemi. Avresti voluto piantare un piccolo alberello, ma a me piace così, scarno e semplice. Mentre parli la mia testa non ti ascolta; mi tornano in mente i tuoi pranzi. Quando cucinavi facevi davvero dei buoni pranzi e si stava bene in compagnia. Ma oggi neppure questi riesci più a fare. Quasi non ce la faccio a fermarmi da Te, dopo un pò devo andarmene via, quasi a fuggire per non vedere la tua sofferenza. Mi parli di come sei crollata, di come il fisico non regge più e come una macchina vecchia sarebbe tutta da riparare. Di come è ingiusto soffrire da vecchi. Bisognerebbe morire senza soffrire. Mi sento triste, impotente.
Se il buon giorno si vede dal mattino oggi sarà una gran bella giornata.
Comincia con un autobus che mi taglia la strada, per poco non provoca un incidente o in alternativa la mia povera macchinetta spiaccicata contro un'altra. Continua con una macchina che si ferma, con il motore acceso, in mezzo alla strada chiedendosi se girare a destra o a sinistra o andare dritto; ho semplicemente avuto paura di essere investito dalle altre auto. Poca roba, ci rimettevo la vita. Poi una coda infinita e scomposta al semaforo mi costringe a mettermi sull'altra corsia, contromano, e fare casino per rientrare in modo decente. Infine, il tag del parcheggio che non funziona e io resto lì ad aspettare che qualcuno mi apra la sbarra per entrare. Ma sono vivo.
Con queste premesse la giornata non può che migliorare.
Buon lunedi a tutti.
I glicini
Da dove viene questa luce
a mano a mano che si cammina
si vede un pò di più,
da quale parte arrivi
barlume fragranza assenza silenzio.
Viene dai primordi del tempo
alba e origine
lunga corsa a coprire
ciò che poi è stato svelato.
Ma se il tempo ha questo respiro
non può essere che sia
prima e ora
nel medesimo punto.
O forse la luce tutto circonfonde
e unisce,
indica come avvenuto e
avvenne.
Questa luce a cadere sull'acqua
nel punto in cui si è
e non si è
dispersione e profondità
inabissarsi rinascere
questa luce che è sguardo
ombra e colore
nel momento preciso
essere lì.
[Marco Goldin - L'abitudine della luce]
Buon weekend a tutti.
A cosa servono i libri ? Ora che la vista scema, che non riesco più a mettere bene a fuoco le pagine se non sono più che illuminate e a caratteri grandi, i libri servono a illuminare meglio. C'è chi li legge per passione, chi li legge per cultura, chi per rilassarsi prima di andare a dormire. Ultimamente non riesco più a leggere libri con grandi e lunghe storie, dove ci sono dialoghi complessi e dove bisogna ricordare un sacco di dettagli prima di arrivare alla fine. Sarà la stanchezza, sarà l'età che avanza, ma mi piacciono i libri semplici, senza lunghe trame, senza dialoghi complicati e storie da seguire. Riesco a leggere solo i libri che posso comprendere nello spazio di qualche pagina, inizio e fine della storia. L'ideale sono i libri a piccole storie, piccoli capitoli che posso ricordare da una sera all'altra. Comunque, ho scoperto l'utilità alternativa dei libri svegliandomi una mattina e guardando il comodino. Sopra c'è un abat-jour, uno di quelli bassi e con la luce fioca. Sotto di lui, sistemati per fare spessore, ci sono i libri che ho letto nell'ultimo anno. Sembra la torre di babele, l'abat-jour in bilico e precario in cima, ma la sistemazione è funzionale. L'abat jour basso illuminava solo metà della pagina del libro, proprio quella che non leggo. Invece ora, l'abat jour alto, illuminando tutta la pagina, mi permette di leggere.
E riesco a mettere a fuoco meglio le cose. Anche quando non leggo.
Apnea. Posso definirlo così questo periodo senza un attimo di respiro. Il lavoro che devo terminare. Un lavoro non difficile ma lunghissimo, sfinente per certi versi, un'opera omnia che sembra non avere mai termine, mi assorbe completamente. Poi, come palla da biliardo corro da baby branzino: dall'uscita di scuola bisogna portarlo alle attività sportive all'altro capo della città nel traffico caotico e ritorno. Tornare a casa quando oramai i negozi sono già chiusi e il frigo resta desolatamente vuoto perchè manca il tempo per arrivare a tutto. Inventare la cena con quello che c'è, davvero poco, è una impresa.
Mi manca il tempo. Mi mancate voi, i vostri spazi.
Mi manca passare dai vostri spazi: lasciare una piccola traccia del mio passaggio, un saluto, leggervi, per dire anche solo ci sono. Lo faccio qui, cumulativamente. Vi auguro di cuore una splendida giornata.
Voglio anche dirvi una cosa. Ho imparato a dire: oggi sono felice.
