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A. gestisce un supermercato. L'unico del paese. A. sorride ai clienti e poi vende le banane nere alle signore anziane dicendo che sono mature, e le mele marce dicendo che sono profumate. A. gira tra gli scaffali e le cassette di frutta come un grillo; in perenne movimento, non si ferma mai. A. fa lo sconto del 30% sui prodotti da frigo ma si dimentica di dire quale è il prezzo. A. urla ai suoi dipendenti per fare capire chi è il padrone. A. ruba gli scontrini al macellaio.
- papi, ma cosa servono i re ?
- bhe... una volta i re comandavano gli eserciti, facevano le guerre per conquistare, cose così..
- ma io non voglio essere comandato
- e chi ti comanda a te ?
- le maestre, tu, il sindaco...
- ah, capito...

Certo che così non va bene, non mi piace, non mi sembra corretto nè motivante. Se mi dedico alla causa lavoro faccendo ore di lavoro in più (volgarmente chiamate straordinario) non mi vengono riconosciute in alcun modo (nè monetario nè in altra natura) mentre se faccio ore in meno mi vengono decurtate dal monte ore dei permessi.
Capita che, come spesso succede, il buono, il positivo non venga riconosciuto, si conteggia solo il male, si guardano solo i segni meno o le negatività, le cose che non vanno bene. Agire così stronca ogni velleità di azione buona e ogni miglioramento, mettendo l'accento sulle cose che non vanno invece di incoraggiare le cose che vanno bene e/o i comportamenti virtuosi. Motivazioni individuali e collettive.
Non applico questo metodo con baby branzino, che oramai baby non lo è più tanto ma fa lo stesso. Anzi, applico il contrario. Il male viene in qualche modo riconosciuto e qualche volta punito. La punizione massima non è mai quella fisica. E' il gesto simbolico. Le cose e i comportamenti che non sono stati soddisfacenti prima cerco di guardarli e capirli dal suo punto di vista, capirne le motivazioni e le ragioni, cerco sempre di sentire la sua voce e mettermi nei suoi panni. Poi di solito lascio il suo margine di errore. Senza quello non avrebbe la possibilità di imparare. Lui sa che deve assumersi le responsabilità delle sue scelte. E in queste ci sono anche i miei no e qualche volta le punizioni. Le cose che fa bene, dove ci mette il suo impegno, lo riconosco sempre e lo incoraggio.
Per ora funziona.
[Splinder è come un bimbo, oggi fa i capricci: no comment]
Branzino è un orsetto. Scontroso e orsetto con colleghi. Il più delle volte li taglio quando non li sento sinceri e non mi interessano le loro parole, quando li sento falsi, o semplicemente mi annoiano perchè non dicono nulla di interessante. Sono orsetto insomma. Sarà per questo che un giorno il mio capo mi ha detto sei psicologicamente instabile quando gli ho detto il mio pensiero a riguardo di una situazione di ufficio di cui non capivo la sostanza, e proponevo invece la mia soluzione. Sono orsetto e timoroso, e in quel momento ero come paralizzato, non sono riuscito a spiaccicare parola, ho ingoiato tutto come una mazzata al cuore. Se qualcuno mi chiede un parere, se mi dice una cosa io riesco a dire come la penso, giusta e sbagliata che sia. E sono pronto a rivedere le mie posizioni. Non ho il dono della accondiscendenza, della mediazione, del vogliamoci tutti bene. No, non ho il dono di fare politica, sopratutto non ne sono capace. E qui si vive di politica. Bisogna dire bianco quando invece è nero e mai dire all'altro: guarda che sbagli, si potrebbe fare così. L'ho fatto una volta, in una riunione con alcuni dirigenti al tavolo della riunione, e c'ero io come rappresentante tecnico, io che ero e sono nessuno nell'organigramma dell'organizzazione. Un dirigente (falso come solo giuda può essere) diceva "bianco" e io ripetevo invece che la cosa era "nera", che si poteva fare e la si doveva fare, e se non la si faceva la colpa era sua. Ci siamo alzati dal tavolo, e dopo ben tre anni di continui bastoni fra le ruote le soluzioni che proponevo sono state fatte. E funzionano, e semplificano la vita e fanno bene all'organizzazione. Ma le potevamo fare in tre mesi di lavoro, se fossi stato più accondiscendente, più malleabile, più politico.

Vecchio scarpone,
quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni
sul tuo passo ho cantato,
che non scordo più.
...
Lassù, fra le bianche cime
di nevi eterne immacolate al sol,
cogliemmo le stelle alpine
per farne dono ad un lontano amor!
Vecchio scarpone,
come un tempo lontano,
in mezzo al fango, con la pioggia o col sol,
forse sapresti, se volesse il destino,
camminare ancor.
Ultimo giorno di servizio: 8 settembre, lago blu, Val d'Ayas.
Sei stato un fedele compagno di viaggio, abbiamo attraversato ghiacciai, guadato ruscelli, camminato per sentieri. Con te abbiamo ho percorso mille valli, sono arrivato su mille cime. Grazie a Te !

[foto branzino]
A passi lenti e con lo sguardo basso si sale,
in silenzio.
Ad ogni passo l'aria si fa rara e il respiro più profondo.
I pensieri si fanno leggeri e si diradano mentre attorno
la nebbia e le nuvole avvolgono tutto.
E il solo pensiero è arrivare alla meta.

[foto branzino]
Buon weekend a tutti.