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E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare. [Battiato]

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venerdì, 28 settembre 2007
il kebabbaro

Usciamo tardi dall'ufficio e S. mi ha porta a mangiare il kebab. Una sera di buio fuori, pioggia e freddo; nel locale ci siamo solo noi due, la radio gracchia e il kebabbaro aspetta tranquillo e sorridente al bancone, col suo camice bianco e berretto in testa. Non avevo mai mangiato kebab prima, ma una prima volta ci vuole sempre. Lo prendo piccante, senza cipolle, e arrotolato.
Ne approfittiamo per scambiare due parole: arriva dall'Egitto. Ci racconta il giro che fa la sua carne. Lui la compra a Milano, ma a Milano arriva dalla Germania, in Germania arriva dalla Turchia trasportati sui camion. Un giro lunghissimo. Credo sia vero; nel volantino che distribuisce l'indirizzo internet finisce con il suffisso .de e quindi la Germania è davvero il punto di raccolta e smistamento dei kebab per l'Europa. Non oso chiedergli se in tutto quel tragitto dalla Turchia alla Germania fino poi in Italia e poi nel suo magazzino il kekab è congelato o quantomeno come viene conservato. Credo sia un dettaglio. Lui ne compra 30 al mese di quegli spiedoni grossi, e ne consuma circa uno al giorno. Il mio kebab arriva avvolto nella stagnola, lo tengo qualche istante tra le mani per scaldarle prima di assaggiarlo. Mi fido prima dell'olfatto, poi del palato e infine dello stomaco. Tutta la carne è buona, saporita, gustosa.
Poi ci spiega che ci sono diversi modi per cucinarlo e prepararlo. Alcuni ci mettono le patatine, dipende dai gusti. Ci parla del suo lavoro e del locale che si è appena comprato; si sente che ne è orgoglioso. Mentre parla intanto prepara un altro kebab. Parlando con lui mi accorgo che ha una precisa idea di come fare il suo businness, ha la sua strategia di marketing semplice e chiara. Ci parla di clienti, ha a cura la soddisfazione del cliente per farlo tornare, porta il kekab direttamente al tavolino informandosi se tutto è a posto, se la carne è buona. La cocacola invece ce la possiamo prendere direttamente dal frigo, a self service. Fidelizza il cliente con la tessera punti, mi parla dei prezzi che pratica e di come deve stare attento alla concorrenza attorno, quella dei bar tradizionali per intendersi.
Mentre mangiamo seduti su sedie semplici si affaccia un signore e con lo sguardo cerca il kebabbaro
. Non osa entrare, resta fuori e si appoggia al muro senza dire nulla. Il kebabbaro intanto prende dal forno il kebab appena preparato, lo arrotola e lo porta fuori. Una pacca sulle spalle e lo saluta.
L'uomo si allontana, col suo pasto caldo tra le mani. Con lo sguardo sorride e ringrazia.


Buon weekend a Tutti.

Postato da: branzinoalsale a 07:09 | link | commenti (50)
mylife

mercoledì, 26 settembre 2007
al supermercato

A. gestisce un supermercato. L'unico del paese. A. sorride ai clienti e poi vende le banane nere alle signore anziane dicendo che sono mature, e le mele marce dicendo che sono profumate. A. gira tra gli scaffali e le cassette di frutta come un grillo; in perenne movimento, non si ferma mai. A. fa lo sconto del 30% sui prodotti da frigo ma si dimentica di dire quale è il prezzo. A. urla ai suoi dipendenti per fare capire chi è il padrone. A. ruba gli scontrini al macellaio.

Postato da: branzinoalsale a 09:18 | link | commenti (37)
varie

lunedì, 24 settembre 2007

- papi, ma cosa servono i re ?
- bhe... una volta i re comandavano gli eserciti, facevano le guerre per conquistare, cose così..
- ma io non voglio essere comandato
- e chi ti comanda a te ?
- le maestre, tu, il sindaco...
- ah, capito...

Postato da: branzinoalsale a 07:18 | link | commenti (49)
myson

venerdì, 21 settembre 2007

Con i colori dell'autunno che arrivano,
auguro a tutti buon weekend.

[foto branzino]

Postato da: branzinoalsale a 11:24 | link | commenti (27)
myphoto

giovedì, 20 settembre 2007
Straordinario e dintorni

Certo che così non va bene, non mi piace, non mi sembra corretto nè motivante. Se mi dedico alla causa lavoro faccendo ore di lavoro in più (volgarmente chiamate straordinario) non mi vengono riconosciute in alcun modo (nè monetario nè in altra natura) mentre se faccio ore in meno mi vengono decurtate dal monte ore dei permessi.

Capita che, come spesso succede, il buono, il positivo non venga riconosciuto, si conteggia solo il male, si guardano solo i segni meno o le negatività, le cose che non vanno bene. Agire così stronca ogni velleità di azione buona e ogni miglioramento, mettendo l'accento sulle cose che non vanno invece di incoraggiare le cose che vanno bene e/o i comportamenti virtuosi. Motivazioni individuali e collettive.

Non applico questo metodo con baby branzino, che oramai baby non lo è più tanto ma fa lo stesso. Anzi, applico il contrario. Il male viene in qualche modo riconosciuto e qualche volta punito. La punizione massima non è mai quella fisica. E' il gesto simbolico. Le cose e i comportamenti che non sono stati soddisfacenti prima cerco di guardarli e capirli dal suo punto di vista, capirne le motivazioni e le ragioni, cerco sempre di sentire la sua voce e mettermi nei suoi panni. Poi di solito lascio il suo margine di errore. Senza quello non avrebbe la possibilità di imparare. Lui sa che deve assumersi le responsabilità delle sue scelte. E in queste ci sono anche i miei no e qualche volta le punizioni. Le cose che fa bene, dove ci mette il suo impegno, lo riconosco sempre e lo incoraggio.
Per ora funziona.

Postato da: branzinoalsale a 07:42 | link | commenti (30)
mylife, myson

martedì, 18 settembre 2007

[Splinder è come un bimbo, oggi fa i capricci: no comment]

Branzino è un orsetto. Scontroso e orsetto con colleghi. Il più delle volte li taglio quando non li sento sinceri e non mi interessano le loro parole, quando li sento falsi, o semplicemente mi annoiano perchè non dicono nulla di interessante. Sono orsetto insomma. Sarà per questo che un giorno il mio capo mi ha detto sei psicologicamente instabile quando gli ho detto il mio pensiero a riguardo di una situazione di ufficio di cui non capivo la sostanza, e proponevo invece la mia soluzione. Sono orsetto e timoroso, e in quel momento ero come paralizzato, non sono riuscito a spiaccicare parola, ho ingoiato tutto come una mazzata al cuore. Se qualcuno mi chiede un parere, se mi dice una cosa io riesco a dire come la penso, giusta e sbagliata che sia. E sono pronto a rivedere le mie posizioni. Non ho il dono della accondiscendenza, della mediazione, del vogliamoci tutti bene. No, non ho il dono di fare politica, sopratutto non ne sono capace. E qui si vive di politica. Bisogna dire bianco quando invece è nero e mai dire all'altro: guarda che sbagli, si potrebbe fare così. L'ho fatto una volta, in una riunione con alcuni dirigenti al tavolo della riunione, e c'ero io come rappresentante tecnico, io che ero e sono nessuno nell'organigramma dell'organizzazione. Un dirigente (falso come solo giuda può essere) diceva "bianco" e io ripetevo invece che la cosa era "nera", che si poteva fare e la si doveva fare, e se non la si faceva la colpa era sua. Ci siamo alzati dal tavolo, e dopo ben tre anni di continui bastoni fra le ruote le soluzioni che proponevo sono state fatte. E funzionano, e semplificano la vita e fanno bene all'organizzazione. Ma le potevamo fare in tre mesi di lavoro, se fossi stato più accondiscendente, più malleabile, più politico.

Postato da: branzinoalsale a 07:35 | link | commenti (37)
myjob, mycolleagues

venerdì, 14 settembre 2007

Per respirare ancora
aria fresca,
nuvole leggere,
cielo chiaro.

Auguro a tutti buon weekend. Che sia splendido e speciale.


[foto branzino]

Postato da: branzinoalsale a 09:33 | link | commenti (32)
myphoto

giovedì, 13 settembre 2007

...e l'amore?? adesso che ho capito tante cose di me stessa e dell'amore ti chiedo e l'amore?
[commento lasciato da Stella2910 al post del 7 settembre scorso]

E' una gran bella domanda, che non pretende di definirlo. D'altronde non saprei darne di definizioni alla parola Amore. Grandi filosofi, pensatori di ogni tempo, psicologi hanno già scritto e detto molto. Io mi limito (è un limite?) ad osservarlo, accoglierlo, donarlo. E' un dono della vita, che la vita ti fa. Per ora questo mi basta.

E' una gran bella domanda chiedersi quale è il suo posto, dove lo possiamo trovare, che ruolo occupa nella nostra vita. Vita fatta di momenti comuni, aspettative, tra la corsa per la spesa e il bagno, di gioie e di paturnie e insoddisfazioni varie.

Nella vita che viviamo ogni giorno fatta di buoni propositi, incoerenze, di uomini e donne che ci stanno accanto. Come quando si apre l'armadio della nostra vita. Pieno di cassetti e ripiani, dove abbiamo riposto sogni e speranze, progetti e delusioni insieme al ciarpame vario. Un armadio di vita magari in disordine nel quale ogni tanto cerco di fare un pò d'ordine. Ecco, guardando bene in questo armadio non trovo nessun oggetto di nome Amore. Non c'è nessun evento specifico, non riesco a confinarlo in un inizio e una fine, non riesco a prenderlo e osservarlo ed analizzarlo come un qualcosa da studiare in modo oggettivo e razionale. Come l'aria permea tutto, è negli interstizi, avvolge tutto. Ma non in modo particolarmente protagonista, non ha bisogno di essere esibito ed esposto. Nell'armadio della (mia) vita è lì. O forse è l'armadio stesso. Solido, pesante. Magari non è l'armadio nuovo che era un tempo, ha bisogno di un restauro e una ripulita. Ma c'è. E' lì, ha il suo posto preciso.

L'armadio mi è stato regalato, l'amore è un regalo della vita. E come ogni regalo devi essere grato alla Vita. Ringrazio la Vita e il Signore della Vita, l'Assoluto, che mi ha dato la possibilità di viverlo e assaporarlo in modo forte e totale (qualche volta). Ringrazio per aver ricevuto la vita e l'Amore ricevuto e l'Amore donato.

Postato da: branzinoalsale a 08:25 | link | commenti (26)
riflessioni

lunedì, 10 settembre 2007

Vecchio scarpone,
quanto tempo è passato!
Quante illusioni fai rivivere tu!
Quante canzoni
sul tuo passo ho cantato,
che non scordo più.
...
Lassù, fra le bianche cime
di nevi eterne immacolate al sol,
cogliemmo le stelle alpine

per farne dono ad un lontano amor!
Vecchio scarpone,
come un tempo lontano,
in mezzo al fango, con la pioggia o col sol,
forse sapresti, se volesse il destino,
camminare ancor.

Ultimo giorno di servizio: 8 settembre, lago blu, Val d'Ayas.
Sei stato un fedele compagno di viaggio, abbiamo attraversato ghiacciai, guadato ruscelli, camminato per sentieri. Con te abbiamo ho percorso mille valli, sono arrivato su mille cime. Grazie a Te !

[foto branzino]

Postato da: branzinoalsale a 09:58 | link | commenti (45)
varie, mylife

venerdì, 07 settembre 2007
in silenzio

A passi lenti e con lo  sguardo basso si sale,
in silenzio.

Ad ogni passo l'aria si fa rara e il respiro più profondo.
I pensieri si fanno leggeri e si diradano mentre attorno
la nebbia e le nuvole avvolgono tutto.

E il solo pensiero è arrivare alla meta.



[foto branzino]

Buon weekend a tutti.

Postato da: branzinoalsale a 07:55 | link | commenti (33)
sensazioni, mylife