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E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare. [Battiato]

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martedì, 31 luglio 2007
del frigorifero e delle vacanze

Giorno dopo giorno, ora dopo ora, negli anni ha accumulato il freddo. E il ghiaccio, con la scusa di conservare, ha coperto e invaso tutto, pareti e scomparti. Stamattina ho spento il frigorifero. Ci vorrà del tempo prima che il disgelo sia completo, che tutto il ghiaccio ridiventi acqua e le pareti lisce. E pensavo che ci vorrebbe pure una spina per poter staccare, all'occorrenza, i pensieri accumulati. Pensieri che non fanno più sentire il calore della vita e del cuore. Ci vorrebbe una spina da staccare per vedere e capire che, sotto il ghiaccio, c'è ancora vita.

Da otto anni le nostre vacanze sono in montagna, nella stessa casa. Definirla casa è eccessivo, è al limite della abitabilità: senza acqua calda, il gabinetto fuori e il pavimento di legno che scricchiola. E qualche topolino che gira per casa, la notte. E' una vita un pò spartana, l'acqua si prende alla fontana e le comodità sono aleatorie. Andare lì è come staccare da abitudini, stile di vita, cambiare abbigliamento, orari, panorama. Anni fa l'avevamo scelta per la sua posizione: un posto tranquillo eppure vicino al paese, un bel prato davanti e il bosco vicino, la luce del sole che arriva in casa fin dopo le 20. La notte poi, è immensa da guardare. Il cielo di notte è nero alabastro, pieno di stelle. Come l'anno scorso: baby branzino non riusciva a dormire. Inutile rigirarsi nel letto se il sonno non arriva. A mezzanotte, con una coperta sulle spalle, ci siamo seduti sui gradini di pietra, vicini per scaldarci un pò, e guardare il cielo stellato bellissimo, ad ascoltare i rumori del bosco e guardare i movimenti dei gatti che di notte passano e si cercano. Si racconta che ci sia anche la volpe. Baby branzino negli anni ha arricchito il giro dei suoi amici. Ci ha seguito nei giri su per le montagne, a volte sbuffando a volte contento di digare nei ruscelli, di raccogliere lamponi selvatici, fragoline di bosco e facendo scorpacciate di mirtilli. E poi a casa felice di aiutare a preparare il budino e mettere, come contorno, il raccolto dei frutti del bosco.

Domani parto, ma non ci credo fin quando non avrò raggiunto e toccato con mano la porta di ingresso. Tornerò nei primi giorni di settembre.

Auguro a Tutti vacanze serene e di riposo.
Vacanze dove poter ritrovare se stessi, vacanze nelle quali ricaricarsi di energie, mentali e fisiche.
Vacanze piene di momenti sereni con gli affetti a voi più cari.

Monte Rosa - piano di verrua

[foto branzino]

Postato da: branzinoalsale a 07:47 | link | commenti (109)
riflessioni, mylife

giovedì, 26 luglio 2007
Last In-First Out

Le feste e la prossimità delle vacanze, sono punti di accumulazione di problemi. Sempre gravi o urgenti, da risolvere subito. Sopratutto in ambito lavorativo. Così uno non può neanche andare via tranquillo. Di solito, quando nascono problemi di lavoro in ufficio adottiamo la strategia LAST-IN FIRST-OUT. Ovvero, prendiamo immediatamente in carico l'ultimo problema comparso sulla scena e a quello cerchiamo di dare una soluzione applicando ogni sforzo ed energia possibile. Non si potrebbe applicare questo approccio ai problemi in ambito sociale, tipo la coda al supermercato o alla posta. Succederebbe la rivoluzione, credo. Però qui al lavoro funziona benissimo.
In questo momento ho un problema (di lavoro) da risolvere. Sono giorni che lavoro indefesso. Per ora non ci riesco ma conto di risolverlo in settimana. Un problema grave perchè mina alle fondamenta le poche certezze che un informatico deve avere nel settore dei database: ogni operazione deve avere un risultato certo e deve comportarsi correttamente, dare il risultato giusto e possibilmente sempre lo stesso a fronte della stessa domanda. Ma visto che il problema è grave e non riesco a risolverlo con nessun trucchetto del mestiere, aspetto il prossimo problema da prendere in carico. Chiodo scaccia chiodo. Anzi, non aspetto nulla, vorrei andare in vacanza.
Per questo motivo non riesco a passare dai vostri spazi come vorrei. Incasinato fino all'osso, mi dedico pancia a terra alla questione urgente per chiuderla prima di partire per le vacanze, sperando che non arrivi altro di più urgente.

Buona giornata a tutti.

Postato da: branzinoalsale a 07:50 | link | commenti (67)
myjob

martedì, 24 luglio 2007
Notte di musica e stelle

Nuvole nere lontane che parlavano di pioggia. Nuvole nere che si avvicinano e, per magia, velocemente si dissolvono. Una serata nata per caso, acciuffata all'ultimo secondo tra cena mangiata di corsa e la corsa con l'auto per prendere uno degli ultimi biglietti. Il concerto di Allevi sotto le stelle, per cornice i magnifici giardini di Venaria Reale.
Compare e scompare la luna tra le nuvole e per tetto c'è un cielo che si fa sempre più buio e di stelle. E nell'aria di diffondono le note, alle stelle arrivano le musiche di Allevi - Joy. Alcune musiche dolcissime, che conoscevo. Ascoltate dal vivo, in una cornice di giardini stupendi e il gracchiare delle rane nello stagno vicino, colpiscono al cuore. Il cuore - L'Orologio degli Dei - il battito del cuore che separa l'eternità alla Vita, un brano semplice e affascinante, ripetizione di un motivo sempre uguale ma con ritmo e musicalità diversa: delicato, jazz, duro, lieve e ti entra dentro. Chiudi gli occhi e senti il cuore, senti le note e pensi al cielo, all'immenso cuore che batte e trasmette la vita. Una musica che potrebbe non finire mai.
In questa notte di stelle brillanti in cielo che si nascondevano tra le nuvole ogni brano ti rapiva. Una magnifca serata. Un regalo della Vita.

Postato da: branzinoalsale a 00:01 | link | commenti (51)

lunedì, 23 luglio 2007

Chi va piano, va sano e va lontano.
Da una notizia sul giornale: le ferrovie riducono la velocità dei treni, causa il caldo che dilata i binari.
Per carità, la sicurezza prima di tutto. Nulla da eccepire, ci mancherebbe. Penso però che già non sono dei fulmini, anzi, sembra un trasporto da terzo mondo a dirla tutta. Sia per le velocità raggiunte su tratte assolutamente lineari, che per la pulizia e la decenza delle carrozze.
Ma se riducono ancora la velocità, il rischio è che si fermino del tutto.

Alcune tratte di uso quotidiano (non esaustive),  (dal sito di Trenitalia). Per non parlare dei treni dei pendolari. I tempi si commentano da soli.
Torino-Milano:         1h 55 minuti, 2 h
Torino-Cuneo:         2h e 10 minuti
Torino-Ventimiglia4h e 40 minuti, 5 h
Torino-Genova:        2 h

Postato da: branzinoalsale a 07:22 | link | commenti (21)
varie

venerdì, 20 luglio 2007

Buon weekend a Tutti
a chi va al mare e al lago,
a chi va in montagna,
a chi resta in città
e in campagna

[foto branzino]

Postato da: branzinoalsale a 08:21 | link | commenti (40)
myphoto

mercoledì, 18 luglio 2007
Manani

Manani corre, corre nel cortile polveroso di casa e gioca a nascondino tra il fienile e la stalla. Due mucche e tanta puzza. Nelle giornate d’estate, con la sua bicicletta azzurra e pochi freni, impara sulla discesa vicino a casa. Un giorno, quando oramai si sente grande, con la bicicletta nera della zia, dove i piedi arrivano a malapena sui pedali e i freni sono a bacchetta, sbatte contro il muro e si rompe il braccio destro. Col braccio ingessato appeso al collo, che pesa, gioca lungo il ruscello a buttare rametti e foglie e vedere chi arriva prima al ponte. Corre lungo il ruscello, nei giorni di estate, quando l'aria è ferma e la luce abbagliante e i rumori sono lontani e tutto sembra rarefatto e solo le voci di bimbi rompono il cri-cri dei grilli. Manani vuole toccare l’acqua fresca, l’acqua che corre e i pesci e non si stanca a giocare fino a sera lungo quel ruscello. Manani ha paura quando il dottore dice che il braccio è guarito e bisogna togliere il gesso con il seghetto.

Manani sta sul balcone di casa a guardare la trebbiatrice rumorosa che produce balle di fieno quadrate. Guarda le cinghie che si muovono veloci, guarda l’aria dove volano perenni frammenti di paglia e gli uomini coraggiosi che lavorano sulla macchina infernale e che urlano per farsi sentire. Solo la sera la macchina si spegne e tutto torna tranquillo.

Manani si rompe l’altro braccio, una sera d’estate, salendo sul bidone vicino alla chiesa. Gli cresce pure il bernoccolo in testa. Il bernoccolo della matematica dice la zia.

Postato da: branzinoalsale a 07:17 | link | commenti (49)
mylife

lunedì, 16 luglio 2007
inquinamento visivo

Avevo letto la notizia di sfuggita, un piccolo trafiletto sul giornale. Lì per lì non ci ho fatto caso. Ma oggi mi è tornata alla mente, quando, passando con l’autobus per venire al lavoro, ho visto grandi occhi, grandi tette che mi proponevano telefonini, macchine, scene di vita felice. Giorno dopo giorno vedo quegli occhi, quei mari favolosi. Quelle immagini mi catapultano in un mondo di sogni, dove tutti sono sempre felici e sorridenti. E basta poco perché anche io possa essere dei loro.

La decisione è del sindaco Gilberto Kassb (San Paolo, Brasile), eletto nel 2006. Obiettivo: eliminare l'inquinamento visivo.
Se davvero ci riesce è una grande conquista.

Guardo fuori e vedo cartelloni sempre più grandi. Non posso distogliere lo sguardo, dovunque mi giro e dovunque si posano i miei occhi c’è sempre la stessa immagine. Con scritte sempre più grandi. Il cartellone è inversamente proporzionale al suo messaggio. Contengono messaggi sempre più piccoli. Una sorta di lavaggio del cervello, tanto sono invasivi sui muri delle città, sulle fiancate di autobus, su impalcature di restauro immobili. Dovunque ti giri vedi gli stessi occhi, gli stessi oggetti. Non hai scampo. Ti fanno vedere un’auto in un paesaggio da favola e credi di avere tutto dalla vita, basta solo possederla. Ti vendono l’idea, il sogno che la tua vita può cambiare se hai. Ti vendono l’idea che puoi essere felice se possiedi, che puoi stare bene e ti manca poco: il loro prodotto.

Immagino allora una città senza cartelloni. Dove incontri persone, paesaggio vero, volti veri e non stampati. Dove puoi girare, dove puoi alzare lo sguardo per guardare un cielo, un paesaggio, un palazzo, senza sentirti assediato dall’idea che qualcuno vuole entrare nella tua mente. Immagino una città in cui vedo alberi, vedo bambini giocare felici.

Dove riscoprire il gusto di osservare senza sentirmi osservato.

Postato da: branzinoalsale a 07:55 | link | commenti (49)
riflessioni

venerdì, 13 luglio 2007

Mi piace pensare che,
aprendo questa porta,
la vita si riempie di allegria, di colori.

Auguro a tutti un weekend pieno di colori, di gioia e di momenti belli.

aprire la porta del cuore...
[foto branzino]

Postato da: branzinoalsale a 07:38 | link | commenti (46)
myphoto

mercoledì, 11 luglio 2007
box moving

Ho sempre avuto seri problemi con la tecnologia domestica. Quella di uso assolutamente comune, la tecnologia che serve a fare funzionare il televisore, il telecomando, il telefonino, la lavatrice.

Riesce a mettermi una ansia pazzesca, farmi sentire assolutamente incapace di capire, mi provoca e lascia un intenso senso di frustrazione. E' una battaglia persa. La tecnologia mi angoscia forse sempre di più.

Ho comprato un televisore per mia mamma. Piccola ricerca di mercato e poi ne ho preso uno di marca comune. Fino a qui tutto bene, era più che altro un lavoro manuale: box moving  trasportare lo scatolone dal negozio fino a casa. Un lavoro di muscoli e pertanto assolto con fatica ma intanto concluso. Da quel momento ho cominciato a sudare freddo. Istruzioni cartacee in italiano ma non sono riuscito a cambiare il menù televisivo dal finnico all'italiano, sintonizzarmi sulle reti RAI se non dopo un'ora di trafficaggio col telecomando. In ogni caso, una volta trovata la stazione, non sono riuscito a codificarla sui tasti giusti. L'unica cosa che dovevo fare era trovare la stazione e salvare la configurazione. Risultato zero e frustrazione massima. Oggi ci riprovo, altre due ore perse immagino. Che desolazione. Altre funzioni sono troppo complesse e ardue per la mia comprensione, per le mie scarse attidtudini alla tecnologia.

Postato da: branzinoalsale a 07:19 | link | commenti (46)
mylife

lunedì, 09 luglio 2007

Mi piace tuffarmi nelle onde, lasciarmi travolgere. Le più grandi arrivano e ti rigirano, e per un attimo non sai più dove sta il sopra e il sotto, la terra e il cielo, la spiaggia o il mare aperto. E poi ancora, farmi trascinare a spiaggia galleggiando, come un sughero.

Con tanto impegno e migliorando di volta in volta la tecnica, con baby branzino abbiamo costruito castelli di sabbia. Castelli che cadevano alla prima onda, o sotto i piedi dei bagnanti incuranti del nostro lavoro e cura. Mi accorgo di quanti castelli di sabbia costruisco, castelli fragili costruiti nella testa. Castelli senza principesse, castelli di sabbia dove basta un refolo di vento per farli crollare. Ho scavato gallerie e buchi nella sabbia. Il mare infinito, immenso, e un buco nella sabbia lo può contenere tutto. Per sempre. Il mare dei pensieri che vanno e vengono e non si fermano. Il mare arriva, riempie, e quando si ritirano le onde il buco nella sabbia assorbe. Pronto per una nuova onda.

Il marocchino vende abiti leggeri di tanti colori alle signore sulla spiaggia. Tutti i giorni sistema il suo banchetto sulla spiaggia prendendo a prestito tavole da un rimessaggio di barche. Tornerà in Marocco a settembre, però ora è qui, con il suo sorriso grande, che parte dallo sguardo, e la sua calma e le sue grandi mani. I suoi vestiti sono belli, le signore li provano soddisfatte e si sentono più belle improvvisando piccole passerelle sulla spiaggia. Ha la licenza ma quando vede la guardia costiera perlustrare la spiaggia smonta tutto in mezzo minuto, mette i vestiti nelle borse di plastica e cambia spiaggia.

Postato da: branzinoalsale a 09:51 | link | commenti (66)
riflessioni, mylife