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L'umore non è sempre colorato.
Mi dicono di prendere fogli colorati e scrivere sopra con grossi pennarelli. Ma oggi non ci riesco. E' il vuoto. Un vuoto pesante, non leggero. Un vuoto che non so come riempire. Fatto di pensieri confusi, fatto di nulla ma un nulla che non ti lascia leggero. Tabula rasa, se non fosse che attendo. Attendo che questa notte, questa nebbia che rende tutto confuso e questo vuoto passi. Non sono passivo. E' che i pensieri confusi non hanno logica, e non trovi neppure le parole per dirlo. Come quando non si trova il bandolo della matassa. E allora tanto vale sedersi lì. Aspettare, guardare, osservare.

[foto branzino]

Oggi ti racconto ...
di un fiore che era nel bosco
e un alito di vento passò
e giocarono insieme
dondolandosi
e cullandosi teneramente
e di una nuvola bianca che passava
li vide e si mise a sorridere con loro
e a giocare con loro
Guardo, mi colpisce il rosso. Una macchia di colore sull'acqua, acqua che dovrebbe essere trasparente ma sembra densa. Mi sembra dura. Osservo il movimento. Movimento del remo, movimento che si propaga all'acqua. Immagino la mano, lo sforzo del braccio, la tensione. Non c'è l'uomo ma la sua presenza si avverte, è nella foto, nel movimento. Il suo sforzo, per remare. Anche nella vita.

[foto branzino] .
Ci sono corde che vibrano.

[foto branzino]
Ogni mattina, alla solita ora, lei sale e si sistema sempre in piedi vicino al finestrino.
Lui è lì, l'aspetta forse, da vicino la guarda. Non sento, non ascolto. Qualche parola, forse un saluto. Lui vorrebbe una sua parola, o anche solo un suo sguardo, un suo sorriso.
Lei guarda fuori e non risponde. Ogni tanto si gira con la testa. A cercare chissà chi, chissà cosa. Si gira e poi scende. Non si volta, se ne va triste, senza uno sguardo.
- dai, andiamo, oggi porto io il tuo zaino. te lo meriti
Cammini a fianco in silenzio e curioso di sapere come è andata. Non fai domande ma i tuoi occhi vogliono sapere. e le gambe pure, saltellano. Ti prendo le spalle e ti stringo vicino a me. Facciamo quattro passi nel corridoio, e prima delle scale mi fermo. Poso lo zaino e mi abbasso al tuo viso. Voglio vedere il tuo viso. Voglio vedere la tua espressione. Voglio abbracciarti e tenerti stretto vicino a me. Restiamo un istante, lunghissimo, abbracciati.
- è andata bene. tutti ottimo. Le maestre sono molto contente di te, della classe...
- davvero? anche in disegno ?....
- si, anche in disegno, ottimo...
- e la pagella ?...
non sai cosa dire... sei emozionato anche tu...
- adesso voglio dirti una cosa sola: sono orgoglioso di te. Ho visto che hai studiato, ti sei impegnato tutto l'anno, hai ottenuto degli splendidi risultati. In terza sarà un pochino più difficile, l'hanno detto le maestre. Ma so che ti impegnerai. Stasera festeggiamo, andiamo a mangiare la pizza.
Lui ha sorriso, era felice dell'abbraccio.
Sono felice di Te.