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Per qualche giorno sarò via. Lascio qui il mio desiderio di primavera.

[foto branzino]
Fra le cose peggiori che ho fatto in vita mia c'è la tesi di laurea. Per carità, un bel titolo, anche interessante il contenuto: si trattava di costruire reti semantiche nella lingua scritta. Trovare una rappresentazione per legare le parole tra loro con significati e perscorsi di tipo "profondo". Ho lavorato intensamente tutta l'estate. Poi l'ho scritta, discussa, ho ottenuto pure un bel voto finale. E da quel momento l'ho messa in libreria senza aver mai più avuto la voglia, il desiderio di aprire quel libro. Mi fa semplicemente orrore. Un altro lavoro che mi è costato sei mesi di attività è stato descrivere i flussi informativi all'interno di una grande realtà universitaria italiana. Un bel lavoro, che ha coinvolto molte persone, utilizzando tecniche di analisi dei processi innovative. Si usavano rappresentazioni grafiche, mappamondi, figurine e cartoncini colorati da attaccare su grandi cartelloni al muro. Quell'analisi ha permesso di costruire un sistema informativo particolare, di successo direi. Quel lavoro ora è archiviato in un armadio. Da molti anni sta là, non ho voglia di aprire le porte di quell'armadio. Ci passo tutti i giorni davanti, ci metterei una bomba sotto e farei esplodere tutto. Ci sono porte che restano chiuse. Porte del cuore, porte dell'anima, porte che si aprono solo per magia. Racchiudono e conservano tesori e pensieri solo miei. Restano lì, a farmi compagnia nei momenti tristi, restano lì i ricordi dei regali della vita. Buon Weekend a Tutti
Ne parlavo in questi giorni. Quest'anno mi manca lei, la neve. Vederla scendere senza fare rumore e posare lieve sui tetti, sulle strade. Avvertire che tutto attutisce e tutto diventa soffice. Restavo sempre per lungo tempo a bocca aperta ed emozionato allo spettacolo, sopratutto la sera, guardando il cielo scuro e i fiocchi bianchi scendere dondolando. Mi manca il paesaggio imbiancato, come è trasformato a tal punto da sembrare magico. La neve, quest'anno mi manca.
[branzino sempre a casa ammalato]
Il leone, la tigre, il cavallo, i dinosauri e altri animali generici. Praticamente lo zoo di casa. Chiamati a raccolta e sistemati sul bordo della vasca uno ad uno, sistemati con cura e in fila con ordine preciso, pronti per fare il grande tuffo. Tutti sistemati ed allineati sul bordo della vasca ad aspettare il re dei giochi. Che lo spettacolo cominci. Non sapevo che fossero animali acquatici. Eppure li vedo sempre lì, non mancano mai. Li prende uno a uno, li fa danzare e anche combattere. Il più forte è il tigrotto bianco, che fa delle corse velocissime sul bordo vasca e poi il grande tuffo finale. Si nascondono poi nella schiuma, emergono per sorprendere e con balzi enormi, per poi rituffarsi.
Poco importa che ci siano schizzi d'acqua dappertutto. Gli animali li vedo felici.
O forse il più felice è baby branzino.
Oggi mi è stato chiesto come va.
Dovrei fare, per fine mese, la relazione delle attività svolte nel 2006. In qualche modo si vuole che io giustifichi la mia esistenza qui. Voglia zero. Sto rimandando. Due balle grandi così; ci sono poi due motivi.
Primo: nessuno la legge.
Secondo: il mio capo la firma. E non sono in buoni rapporti con lui. E poi perchè a lui frega assolutamente nulla di quello che faccio. Anzi, non sa neppure cosa faccio.
Cincischio. Farò copia-incolla con quella dell'anno scorso cambiando l'anno. Non è particolarmente edificante tutto questo, non è neanche un pensiero profondo.
Ieri ho ricevuto una multa. Per carità, chi sbaglia paga. Parcheggio durante l'ora notturna di pulizia della strada. Solo che l'infrazione è del 2002. Ben che vada mi ricordo cosa ho fatto ieri, non cinque anni fa.
Va così.
Faccio mio un post-appello sull'acqua che ho trovato in un altro spazio. E' un bene comune.
Ogni anno, durante le vacanze, un gruppo di volontari e missionari che opera in Burkina Fasu prepara un banco di oggetti etnici per finanziare le loro opere. Tra le prime ci sono sempre i pozzi d'acqua. Acqua per l'agricoltura, per l'igiene e la salvaguardia delle malattie, acqua per bere. Ho visto i filmati e le foto delle loro attività. Mi rendo conto che l'acqua è un bene prezioso. Il suo accesso e il suo uso non deve essere appannaggio di multinazionali. Qui ce ne dimentichiamo. Ma ci sono zone del mondo dove l'acqua è un bene prezioso.
L’acqua è un problema enorme ovunque, ma in alcune parti del mondo è emergenza umanitaria.
E nonostante questo, le grandi società multinazionali stanno colonizzando il pianeta, con il beneplacito delle grandi potenze e del WTO.
Il 13 gennaio parte la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” elaborata dal Forum italiano dei movimenti per l’Acqua.
http://www.acquabenecomune.org/ per tutte le informazioni.

Bastava poco in fondo. un cerotto sul dito. Il vizietto del dito in bocca scomparso dalla sera alla mattina. Io resto incredulo di come baby branzino c'è riuscito, così, apparentemente senza sforzi. O forse il cerotto è il ricordo della dottoressa e le sue minacce: l'apparecchio dei denti in primavera. Fatto sta che è sparito il vizietto consolatore, vizietto usato la sera per andare a dormire. A rinforzo c'è anche la mia piccola promessa: un regalo. Ma da solo non bastava.
Bisogna ancorare il gesto, il gesto meccanico di autoconsolazione, l'abitudine, la vita, ad un qualcosa. Ancorare serve per avere radici, ancorare per avere una direzione, uno scopo e il punto di arrivo. Ancorare il gesto con un segno visibile.
A volte l'Amore, il gesto con un segno.
luci d'artista a Torino

[foto branzino]
Lui. Non ricordo come arrivava, né ho mai saputo il perché. Si metteva di fronte a casa, non faceva segni. Stava lì al pomeriggio. Passeggiava calmo e aspettava di vedere lei sulla porta di casa o alla finestra. Quando arrivava sera se ne andava senza aver detto una parola. Non attraversava la strada, non veniva incontro. Guardava e basta. E aspettava.
Lei. Un po’ infastidita e anche curiosa. Si sentiva osservata da una presenza sconosciuta e si chiedeva il senso. O forse si sentiva di nuovo corteggiata.
Lui. Diceva di suonare il violino.
Lei. Guardava le sue gambe. Un tempo ballavano e ancora avrebbe voluto andare a ballare. Sentiva la musica ancora dentro di sé, forse le girava la testa a ripensare. E voleva ballare.
L’altra. non capiva. Che diceva parole brutte e aveva frasi di disgusto.
Lei. Ricordava quando era giovane e l’aia era la sua pista. Avrebbe voluto andare a ballare il pomeriggio nella pista da ballo vicino a casa. Certi pomeriggi ascoltava la musica da fuori. E avrebbe voluto ballare ancora una volta.
E’ finita così. Come era iniziata. Ma forse non è mai iniziato nulla.